Matteo Renzi commenta la sentenza Open: «Processo vinto, ma il giustizialismo ha umiliato la politica». Tutti i dettagli.
Il rapporto tra politica e magistratura in Italia è da decenni un terreno minato, questo Matteo Renzi lo sa. Dalla stagione di Tangentopoli agli scandali più recenti, si è consolidata una percezione diffusa: quella di una giustizia che spesso invade il campo della politica, influenzando equilibri, carriere e consensi. Le inchieste giudiziarie diventano terreno di scontro più che di verità, in un Paese dove il processo mediatico spesso conta più di quello in aula.

Un Paese spaccato tra politica e giustizia
Questo contesto ha alimentato il giustizialismo, una corrente trasversale all’opinione pubblica e alla politica stessa, che tende a trasformare l’accusa in condanna, il sospetto in certezza. È in questo scenario che si inserisce il lungo e complesso caso Open, l’inchiesta sulla fondazione vicina a Matteo Renzi, diventata un simbolo del conflitto tra magistratura e politica.
Il caso Open e la rivincita di Renzi
Dopo anni di polemiche, accuse e speculazioni, la Cassazione ha confermato l’infondatezza delle tesi accusatorie, dando ragione a Renzi. Il leader di Italia Viva, in un’intervista rilasciata a Il Dubbio, esulta ma riflette:
«Abbiamo vinto, anzi stravinto nel processo. Vinto facendo i ricorsi, argomentando sotto il profilo giuridico, portando argomenti contro la furia ideologica di chi ci ha aggredito. Ma purtroppo abbiamo perso tempo, soldi, consenso. Ci hanno distrutto la vita e hanno azzoppato il percorso di Italia Viva».
Eppure, la soddisfazione personale non cancella l’amarezza:
«Noi abbiamo vinto il processo, ma il Paese ha perso perché una vicenda di questo genere segna la sconfitta della politica e la vittoria del giustizialismo».
Renzi insiste sul fatto che le motivazioni della sentenza siano state ignorate mediaticamente:
«Il coro di crucifige è stato quasi unanime, e non è un caso che le motivazioni della sentenza Open siano finite nei trafiletti con pochissime eccezioni».
E la stoccata alla maggioranza è tagliente:
«Salvini e Tajani sono come due bimbetti che litigano per il giocattolino».
La notizia chiave emerge solo alla fine: Matteo Renzi ha vinto sul piano giudiziario, ma il prezzo pagato è stato alto. «Il giustizialismo ha fatto a pezzi la politica», conclude, facendo di questa battaglia non solo una rivalsa personale, ma una denuncia contro un sistema che, a suo dire, «ha segnato la sconfitta della politica e la vittoria del giustizialismo».